Introduzione

La seconda guerra mondiale è forse l’evento storico che, a livello di immaginario collettivo, caratterizza più nettamente il Novecento. Se, infatti, la prima guerra mondiale è stata un conflitto rivoluzionario, capace di cambiare gli equilibri dell’Europa e di spazzare via gli ultimi resti dei regimi ottocenteschi spalancando la strada alla modernità, la seconda guerra mondiale è riuscita ad essere ancora più sconvolgente e a modificare radicalmente la storia del mondo intero, coinvolgendo in prima persona praticamente tutti i popoli e tutti gli stati del pianeta. Per avere una misura della portata sconvolgente di questo conflitto, basta pensare che gli stati belligeranti nella seconda guerra mondiale furono 72; la prima prima guerra mondiale, che pure era stata il conflitto di portata più ampia mai affrontato dall’umanità fino a quel momento, ne aveva coinvolti “solo” 33. La guerra iniziò il 1° settembre 1939, con l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche di Hitler, e si concluse definitivamente l’8 maggio 1945 (in Europa) e il 2 settembre 1945 (in Asia), in seguito al lancio delle bombe atomiche statunitensi sulle isole giapponesi di Hiroshima e Nagasaki.


I sei anni di guerra furono incredibilmente cruenti e vennero segnati, oltre che da un’impressionante susseguirsi di scontri armati condotti via terra, via aria e via mare, anche dalla tragedia della shoah e da altre terribili operazioni di pulizia etnica condotte in tutta Europa con mezzi “scientifici” e con una ferocia che non avevano pari nella storia dell’umanità fino a quel momento. Il conflitto costò la vita a oltre 50 milioni di persone, circostanza che lo fa essere, a tutt’oggi, lo scontro più sanguinoso della storia dell’umanità. Oltre la metà di queste vittime erano civili inermi, e alcune nazioni, specie dell’Europa dell’Est, furono colpite con particolare crudeltà: lo stato che, a fine conflitto, contò il numero più alto di morti fu l’URSS (20 milioni di vittime, più di 13 delle quali civili), ma la nazione colpita più duramente fu la Polonia, che vide morire 6 milioni di suoi cittadini, corrispondenti a oltre il 20% della popolazione complessiva.
La seconda guerra mondiale fu un vero e proprio “conflitto totale”, che coinvolse a pieno titolo non solo gli eserciti ma tutta la popolazione civile delle nazioni coinvolte, e che presentò caratteristiche del tutto nuove rispetto alle guerre del passato. Fu, infatti, una guerra di movimento, combattuta non più su campi di battaglia ben definiti o in trincea ma su fronti che cambiavano continuamente, di pari passo con l’avanzata degli eserciti. Era, questo, uno dei punti centrali della tattica bellica della Blitzkrieg, la guerra-lampo, che i tedeschi applicarono fin dai primi giorni di conflitto. I nazisti infatti, memori della lunga e logorante guerra di trincea affrontata dai loro eserciti nel 1914-1918, volevano evitare ad ogni costo di restare impantanati in una guerra di posizione: la loro tattica prevedeva di avanzare il più velocemente possibile in territorio nemico, conquistando uno stato dopo l’altro senza lasciare ai popoli invasi il tempo di organizzare difese e approfittando, allo stesso tempo, delle materie prime e della manodopera dei territori che venivano via via conquistati. Proprio per questo la seconda guerra mondiale fu anche una guerra tecnologica, in cui si rivelò fondamentale disporre di un armamento che fosse tecnicamente superiore a quello degli avversari: la Blitzkrieg non sarebbe stata infatti nemmeno concepibile se i nazisti non avessero avuto a loro disposizione mezzi tecnici all’avanguardia (in particolare i carri armati, vero e proprio fiore all’occhiello della Wehrmacht) capaci di travolgere gli eserciti avversari, più lenti e meno avanzati tecnologicamente, così come fu lo sgancio della bomba atomica, ordigno dal potenziale sconosciuto al mondo fino a quel momento, a sancire la definitiva vittoria delle forze statunitensi e la fine della guerra.


Al di là dell’aspetto strettamente militare, poi, la seconda guerra mondiale è caratterizzata anche dal suo essere stata uno scontro tra ideologie, e non solo tra eserciti. Per la prima volta, infatti, le parti in causa non combattevano semplicemente per estendere i propri confini a scapito degli interessi dei paesi confinanti, ma si proponevano esplicitamente di annientare fisicamente i loro avversari. Lo scopo non era solo conseguire una vittoria “sul campo”, ma far prevalere la propria visione socio-politica del mondo,assoggettando intere popolazioni e riducendole, in caso di necessità, in stato di completa schiavitù (era, questo, il destino che i nazisti intendevano riservare ai popoli slavi: secondo i piani di Hitler, l’Europa dell’Est avrebbe dovuto essere rapidamente conquistata e poi trasformata in un enorme bacino di materie prime e forza lavoro a bassissimo costo a disposizione del Reich).
Per tutte queste ragioni, la seconda guerra mondiale fu straordinariamente cruenta e segnò uno spartiacque decisivo nella storia dell’umanità. Quando il conflitto si concluse, il mondo era cambiato per sempre: moltissimi popoli erano stati testimoni di atrocità fino a quel momento inaudite, le armi atomiche minacciavano la pace mondiale in modi che l’uomo non aveva mai nemmeno potuto immaginare, e gli stati dell’Europa si trovarono ad essere distrutti e pesantemente indebitati. Da questa situazione si sviluppò poi la Guerra Fredda, il conflitto tra USA e URSS che caratterizzò la storia mondiale nei decenni successivi.