Introduzione

1984, capolavoro di George Orwell, è un romanzo distopico ambientato dall’autore in un ipotetico futuro in cui la libertà e la democrazia non esistono più, rimpiazzate da un totalitarismo fondato sul controllo di ogni aspetto della vita, delle azioni e dei pensieri della popolazione.
Il romanzo è stato pubblicato nel 1949, pochissimi mesi prima della morte del suo autore, che aveva lavorato febbrilmente alla stesura e alla revisione del testo che aveva iniziato a scrivere l’anno precedente. La scelta del titolo deriva, appunto, dall’inversione delle due cifre finali dell’anno di scrittura del testo: scegliendo di ambientare la sua storia del 1984 Orwell voleva probabilmente situarla in un futuro che fosse relativamente lontano, ma che allo stesso tempo non fosse così distante da rendere poco credibile il linguaggio utilizzato o i riferimenti alle ideologie o agli oggetti di uso comune. La sua scelta si è rivelata straordinariamente azzeccata, dal momento che il testo venne letto fin da subito dal pubblico e dalla critica come un testo distopico e fantascientifico ma, allo stesso tempo, anche strettamente legato all’attualità. Per tutti i decenni successivi, fino ad oggi, il testo ha conservato questa doppia chiave di lettura, e anche ora che l’anno di ambientazione è stato abbondantemente sorpassato, la sensazione che la distopia di Orwell parli del nostro presente non è venuta meno.