
La manifestazione degli Indignados italiani del 15 Ottobre ha portato in piazza centinaia di migliaia di persone, sopratutto giovani, sopratutto studenti, che le violenze di pochi hanno fatto passare in secondo piano, rendendoli “invisibili” ai media. (foto) Ora gli studenti universitari vogliono far sentire forte la loro voce per manifestare contro l'imminente riforma del diritto allo studio del Ministro Gelmini. Appuntamento indetto dall'Unione degli Universitari il 28 ottobre, dalle 14, con un sit-in davanti al Ministero dell'Istruzione a Roma.
I punti della riforma contestati dagli studenti sono sopratutto i tagli all'Università Pubblica e alle Borse di Studio. Dalle prime stime si calcola che, con i nuovi tagli, tra il 20% e il 50% di chi attualmente ha i requisiti per ottenere la borsa di studio perderebbe direttamente l'idoneità.
Si tornerà in piazza anche il 9 novembre con mobilitazioni, assemblee, flash mob, e altre iniziative in tutte le città d'Italia «per portare all'attenzione di tutti uno dei drammi dell'Italia di cui nessuno si occupa: l'edilizia scolastica e l'insufficienza di alloggi per gli studenti universitari che ancora una volta sono visti come un costo da tagliare».
Infine il 17 novembre, Giornata internazionale del diritto allo studio, studenti di nuovo in piazza in tutto il mondo. Particolarmente attese le manifestazioni in Cile dove gli studenti hanno occupato il Senato strappando ai politici la promessa di istituire un referendum sull'istruzione.






