
Vi ricordate il bando da 18.000 posti del servizio civile nazionale di cui vi avevamo parlato? Bene, vi informiamo che il bando è stato annulato e nuovi bandi non verranno pubblicati fino a data da definirsi.
A fare questa scelta drastica è stato il Tribunale del lavoro di Milano che ha accolto il il ricorso presentato da uno studente, Shahzad Sayed, nato in Pakistan ma residente in Italia da 15 anni, che non poteva partecipare al bando in quanto non cittadino italiano come previsto dalla legge vigente.
Il ragazzo aveva fatto domanda di ammissione a svolgere Servizio Civile presso la Caritas Ambrosiana e quando questa gli è stata rifiutata ha presentato il ricorso contro l'esclusione dal servizio civile di giovani stranieri che sono nati in Italia o che vi vivono da molti anni per irragionevolezza e ostacolo all’integrazione. A sostenerlo e a vincere il ricorso sono state le associazioni degli Avvocati e Studi giuridici sull'immigrazione, con il sostegno della Cgil e della Cisl di Milano.
Gli avvocati dello studente hanno ribadito il fatto che il Servizio Civile Nazionale è un diritto/dovere, di 'difendere la patria' intesa come collettività di persone che vivono stabilmente su un territorio e che sono legate tutte, senza distinzioni di cittadinanza formale, da un unico vincolo di solidarietà.
Il giudice milanese Carla Bianchini ha decretato che questo
diritto/dovere debba essere esteso anche ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in Italia e che escluderli dal servizio civile in quanto privi della cittadinanza italiana, pertanto, è discriminazione”. Appare così discriminante il bando del 2011 che è stato immediatamente sospeso in attesa di una modifica che permetta anche ai cittadini stranieri di prendere parte alla selezione dei volontari.
Sembrano essere tutti d'accordo sulla legittimità della sentenza, chi ha infatti voglia di far del bene nel mondo del volontariato, italiano o straniero è sembre ben accetto ma molte sono le voci discordanti sulla messa in pratica di questa in un bando già chiuso. Il "Gruppo spontaneo di volontari selezionati per il servizio civile" ha scritto al Ministo per la Cooperazione e l' integrazione affermando che "18 mila persone non possono svolgere il loro servizio nei tempi previsti e con organizzazioni già attivate, anche dopo aver rinunciato ad altre possibilità di lavoro. Il buon senso vorrebbe che i nuovi criteri per l' accesso degli stranieri al servizio civile venissero inseriti nei bandi dal prossimo anno"







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