#nofreejobs la rivolta degli stagisti

Sono più di 300 mila gli stagisti in Italia, molti di loro vengono pagati una miseria, molti altri non hanno neanche una paga, quasi tutti sono indignati (per usare una parola molto voga) per questa situazione e si stanno organizzando.  Sono i social network le piazze della rivolta che sta nascendo contro il lavoro gratuito e gli stage senza diritto. Su facebook pagine come "Manifesto dello stagista" e "No free jobs" stanno rapidamente crescendo mentre a su Twitter l'hashtag che raccoglie la voce degli stagisti è #nofreejobs.

Nelle bacheche delle pagine facebook si leggono esperienze dirette terrificanti di chi, magari con una laurea alle spalle, non può far altro che accontentarsi di uno stage o di un lavoro precario: "Ho preso 200 euro per tre mesi di stage, completamente spesi per i necessari spostamenti verso l'ufficio" o "Scrivo per un blog che mi paga 20 euro per 40 articoli al mese:ancora aspetto il pagamento del mese scorso!".

Interessante anche la mappa di google maps dove vengono segnalati tutti gli stage non retribuiti o sottopagati.

Per porre fine a tutto questo le proposte del manifesto degli stagisti sono chiare:

1. Se lo stage non è curriculare (non è svolto per motivi scolastici o universitari) deve prevedere un rimborso spese.

2. La somma minima per il rimborso spese deve essere così prevista:

300 € al mese per studenti delle scuole superiori

400 € al mese per diplomati con laurea triennale

500 € al mese per laureati con laurea specialistica

3. Gli stage non possono essere svolti oltre i 18 mesi dalla fine di un corso di studi (scuola superiore, università, master, corso professionale)

Come vi abbiamo già detto, in Inghilterra una legge per abolire gli stage gratuiti è già stata formulata, staremo a vedere se questa rivolta crescerà e se verrà ascoltata dalle istituzioni.

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