
Esce domani nelle sale il nuovo film del grandissimo Aki Kaurismäki. Miracolo a Le Havre, già acclamato come il capolavoro del regista finlandese, promette di toccare i temi classici a cui ci siamo abituati nelle opere antecedenti. Tra gli abituali scenari desolati invasi dalla luce fredda del nord, vediamo muoversi un gruppo di personaggi ai margini, in linea con la tradizione "kaurismakiana".
Kaurismäki ha dichiarato di aver girato mezza Europa prima di scegliere la città portuale che dà il nome alla pellicola. La vicenda vede come protagonista Marcel Marx, un ex-scrittore ritiratosi "in esilio" volontario a Le Havre con la moglie e la cagnolina. La sua vita dimessa e monotona - che trascorre dividendosi tra il bar del quartiere e la stazione dove esercita la sua attività di lustrascarpe - subisce uno scossone quando scopre che la moglie Arletty è malata gravemente.
A complicare ulteriormente le cose, l'incontro con Idrissa, un ragazzo africano entrato illegalmente in Francia all'interno di un container sfuggito al controllo della polizia.
Con la complicità dei vicini, uniti dalla solidarietà che lega "gli ultimi", Marcel cercherà di far attraversare la Manica al giovane Idrissa di modo che possa raggiungere la madre in Inghilterra.
Una favola moderna per ripensare la realtà e inventarsene una opposta e parallela, dove i sogni si realizzano...







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