Kentridge a Reggio Emilia

Reggio Emilia, Spazio Gerra propone, nell’ambito del progetto Fluxus – African Contemporary Art, organizzato dalla Fondazione Sindika Dokolo e dall’associazione Flag No Flags, cinque cortometraggi di William Kentridge a cura di Daniela Palazzoli.
I 5 corti sono parte del ciclo, "9 Drawings for Projection9 Drawings for Projection,9 Drawings for Projection, 9 Drawings for Projection". Nove film, appunto, creati e diretti William Kentridge tra il 1989 e il 2003.  Ciascuno di questi è generato partendo da una serie di disegni a carboncino di forte connotato espressivo, tecnica distintiva di tutta la sua attività artistica. Il cancellarsi e rigenerarsi del tratto tramante del carboncino crea un flusso incessante di immagini in cui ogni cosa si trasforma in un’altra.

In questo ciclo, prende forma la drammatica storia di Johanesburg, ritratta nelle sue forti contraddizioni, nalla sua natura doppia e dicotomica, spezzata tra il bianco e il nero. Kentridge disegna e anima con un linguaggio apparentemente semplice un’allegoria del Sud Africa, dell’apartheid e di tutto ciò che ne è seguito. Per saperne di più clicca qui.

William Kentridge è un artista sudafricano. Tutto il suo lavoro artistico si distingue per la forte versatilità e per un impegno che unisce sempre politica a poetica. Le sue opere affrontano problematiche come l'apartheid, il colonialismo e il totalitarismo, mescolati a ispirazioni oniriche, sfumature liriche e pezzi ironici. La mescola di questi elementi si traduce in una sempre inaspettata intensità emotiva capace di arrivare alla coscienza dello spettarore. Ottiene la fama internazione nel 1997 con la partecipazione alla Biennale di Johannesburg, alla Biennale dell'Avana e infine a Documenta X.

Una sua bellissima intervista

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