#17nov manifestazioni in tutta Italia

Oggi 17 Novembre è la giornata internazionale del Diritto allo Studio per ricordare il 17 novembre del 1939 giorno in cui 10 studenti cecoslovacchi vennero uccisi ed altri 1200 deportati dall’esercito nazista a seguito di una manifestazione contro la guerra, lo stesso giorno del '73, ad Atene, veniva sgomberata con la forza l'università occupata (punto focale della protesta contro il governo dei colonnelli), e venivano assassinati 24 civili.  Si sono svolte quindi manifestazioni in tutta italia e nel mondo per i diritti degli studenti e contro i tagli all'istruzione. In Italia, nonostante sia cambiato il governo, gli studenti "non si fidano" del nuovo esecutivo e vogliono ricordargli quali sono le priorità su cui intervenire, come il precariato e i tagli all'istruzione pubblica. Proprio ieri il neo-ministro Profumo si era detto disposto ad "ascoltare gli studenti e i ricercatori per capire quali sono i loro desideri, le loro incertezze e le loro difficoltà. E gli insegnanti, e tutti coloro che lavorano per l'istruzione, l'università, la ricerca".

A Roma gli studenti sono di nuovo scesi in piazza nonostante il divieto di Alemanno di istituire cortei nella Capitale. Dall'università La Sapienza sono partiti universitari e studenti delle superiori raggiungendo i Cobas in piazza della Repubblica. Da qui il corteo si è spostato verso il Senato scortato dalla Polizia. Raggiunto Palazzo Madama e dopo un lancio di uova contro le forze dell'ordine ("il nostro benvenuto a Monti"), gli studenti stanno ora tornando alla Sapienza, bloccando le strade al traffico. 

Più movimentata la situazione a Milano dove non solo ci sono stati duri scontri con la polizia ma anche tra gli stessi manifestanti di correnti diverse. Una ventina di persone appartenenti a diversi centri sociali hanno preso parte ad una rissa che è durata pochi minuti ma che ha portato più avanti alla divisione del corteo in due spezzoni: uno ha intrapreso la strada concordata con la questura, l'altro ha tentato di ragiungere la sede centrale dell'Università Bocconi e in particolare l'ex studio dell'attuale Premier Monti. Molto prima di arrivare alla Bocconi però gli studenti sono stati fermati da un blocco della Polizia con la quale hanno avuti, a varie riprese, scontri e lanci di fumogeni. Il corteo che ha seguito la strada concordata con la questura ha invece efettuato un blitz all'Abi dove sono state imbrattate le vetrine e appesi striscioni contro il sistema bancario.  Bilancio della giornata un giornalista ferito al volto da un lacrimogeno e uno studente arrestato.

A Torino invece ci sono stati quattro feriti tra le forze dell'ordine e uno tra i manifestanti, e anche qui il corteo si è diviso tra chi ha pacificamente manifestato percorrendo il percorso stabilito di comune accordo con la questura e chi invece ha dato vita ad un corteo non autorizzato per le strade della città. I ragazzi dei centri sociali e alcuni lavoratori dei Cobas hanno infatti raggiunto l'Unione industriale, davanti alla quale hanno lasciato dei crisantemi, per poi proseguire verso la sede della Banca d'Italia dove si sono registrati i primi scontri con la polizia che hanno portato al ferimento di quattro polizziotti e un manifestante. La contestazione è poi proseguita alla Mole Antonelliana, dove i manifestanti hanno occupato l'atrio, sostituito la bandiera dell'Europa con quella del movimento No Tav e acceso alcuni fumogeni dalla balconata. Il corteo pacifico è si è invece concluso davanti alla sede di Confindustria, dove gli studenti hanno appeso ai cancelli lo striscione "Anche i Monti crolleranno".

Anche a Bologna ci sono stai due cortei in città, con il traffico bloccato lungo i viali dalla mattina presto. Gli studenti delle superiorisi sono divisi tra i collettivi, l’ala dura e radicale che ha occupato le scuole nei giorni scorsi che hanno animato un corteo "selvaggio", partendo da piazza San Francesco, e La Rete degli studenti,che ha radunato gli studenti in piazza Santo Stefano e con cori e striscioni ha colorato le vie del centro. 

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