
Ritornano gli indignati italiani che, aderendo all'iniziativa internazionale "Occupy the world", oggi hanno organizzato una serie di manifestazioni in tutta Italia per manifestare contro le istituzioni bancarie internazionali e la situazione economico-politica che tutto il mondo sta attraversando.
I giovani di tutto il mondo stanno in questo momento seguendo l'esempio dei loro coetanei americani che il 17 Settembre scorso diedero vita “Occupy Wall street”, occupando pacificamente il luogo simbolo della finanza mondiale. In Italia sigle e movimenti diversi autoproclamatosi "indignados" o "draghi ribelli" stanno manifestando nelle piazze di molte città italiane, occupando con tende e picchetti dei luoghi simbolo.
A Roma, i giovani lanciano una provoccazione: «Invitiamo la città di Roma a occupare insieme il ministero dell'Economia», scrivono i "draghi ribelli" sul loro sito dando appuntamento oggi alle 15 di fronte alla sede del Tesoro, in via XX Settembre. La mobilitazione proseguirà poi nell'Università. "Occupy Sapienza" è lo slogan lanciato dalle organizzazioni universitarie che per tre giorni organizzeranno incontri di cultura, politica ed economia e concerti in vista del corteo indetto il 17 novembre per la giornata mondiale di mobilitazione studentesca, che muoverà da piazzale Aldo Moro per attraversare la città.
A Milano, alcuni studenti universitari hanno dato vita questa mattina a un flashmob nella sede centrale di Unicredit in piazza Cordusio a Milano. I giovani hanno srotolato uno striscione con scritto: ''Sapere e cultura contro debito e crisi'' e alcun di loro sono riusciti ad entrare in filiale e seduti nell'atrio della banca hanno aperto dei libri di testo e inscenando un gruppo di studio. In via Magenta fuori dagli uffici del parlamento europeo altri studenti hanno risposto a chi in questi giorni invita gli italiani a comprare titoli del debito pubblico italiano.. bruciandolo. I giovani hanno infatti dato simbolicamente fuoco a facsimili di titoli di Stato italiani, greci e iralndesi, appartenenti cioè ai paesi in crisi finanziaria. Più "agitati", invece, gli studenti delle superiori milanesi che in corteo hanno raggiunto piazza Cadorna dove, da parte di alcuni, sono partiti lanci di pomodori verso le forze dell'ordine. Altri momenti di tensione quando un gruppetto, superato il corteo e raggiunto via De Amicis, ha virato improvvisamente verso via Olona ed è venuto a contatto con le forze dell'ordine, ma dopo alcune cariche di allegerimento gli studenti si sono ritirati e il corteo ha raggiunto senza altri intoppi il Provveditorato agli Studi.
A Palermo una cinquantina di studenti che si riconoscono nel gruppo OccupyUniPa, ha occupato i locali di una famosa agenzia interinale "considerata simbolo della precarietà lavorativa ed esistenziale di tutti quei precari, disoccupati, studenti, operai e famiglie costretti a pagare la crisi che banche, speculatori e governi loro amici hanno creato". Gli studenti hanno anche eretto simbolicamente un muro allinterno del locale.
A Padova da ieri alcune decine di persone si sono accampate con tanto di tende e sacchi a pelo in Prato della Valle per l’iniziativa #occupyPadova, da qui è partita l'idea di fare oggi una "critical mass" per le strade patavine. L'azione di protesta, che consiste sostanzialmente in una biciclettata, ha fatto tappa davanti alle sedi istituzionali della città, cioè Palazzo Moroni (Comune) e Palazzo del Bo sede dell'Università al grido di: "Se ci bloccano il futuro, noi blocchiamo la città". E dopo aver bloccato per pochi minuti il traffico cittadino di uno degli incroci nevralcici della città i manifestanti sono tornati in Prato della Valle.
A Bologna gli studenti delle superiori hanno marciato da piazza San Francesco a via Indipendenza, fino alla Bolognina. Ma il corteo si è diviso dopo alcune azioni di imbrattamento della città consistenti in lancio di uova e soprattutto scritte con la vernice rossa sulle vetrine degli istituti bancari di via Ugo bassi e Indipendenza. Una parte del corteo è andata a manifestare sotto la sede di Equitalia in via Tiarini e un'altra si è invece allontanata non condividendo le modalità di protesta. Una enorme V raffigurante il simbolo di ""V per Vendetta" (film culto degli "Indignados") è stata tracciata in Liber paradisus. Altri studenti nei giorni scorsi avevano tentato di occupare l'Unibo Store, negozio di gadget dell'ateneo bolognese, colpevole di occuparsi di merchandising invece che degli studenti.






