• Breve riassunto dei concetti chiave della sociologia generale OLISMO: la società viene concepita come una totalità che possiede proprie caratteristiche (società centro dell’agire). Indica il modo di spiegare i fatti sociali allo stesso modo in cui una parte dipende dal tutto, considerazione della società come organismo INDIVIDUALISMO: l’attenzione viene indirizzata prevalentemente sui singoli soggetti che compongono la società (individuo centro dell’azione) Olismo ed Individualismo sono antitetici e non esistono forme di complementarietà. Le due teorie danno diverse risposte ai fenomeni sociali. Per la prima i fenomeni hanno autonomia intrinseca per la seconda i fenomeni sono prodotti dell’agire individuale. La questione è cruciale perché da essa deriva il quesito su quanto l’uomo sia libero di agire e di quanto invece sia condizionato da entità a lui esterne e sovraordinate. ISPIRATORI DELLE DUE TEORIE. Emile Durkheim – Olismo Max Weber – individualismo

  • Accurato riassunto di parti selezionate del volume "Comunicazione e potere" di Manuel Castells. Manuel Castells, in una riflessione sulla censura durante il regime franchista e sul legame tra comunicazione e potere, afferma che il potere è basato sul controllo della comunicazione e dell’informazione. Il contropotere, di conseguenza, si impegna ad infrangere quel controllo. La comunicazione di massa è dunque modellata e governata da relazioni di potere, radicate nel business dei media e nella politica dello Stato.

  • Riassunto accurato del manuale "La democrazia" di Charles Tilly. La storia della democrazia in Occidente ha inizio con la politica delle bellicose città-stato greche tra il 500 e il 300 a.C.: ogni città-stato aveva la sua storia e le sue peculiari istituzioni ma tutte, in senso lato, condividevano l’equilibrio di potere tra tre elementi –governo, consiglio di oligarchi e assemblea generale dei cittadini-.

  • Riassunto dettagliato del volume di sociologia politica "Politica e società", Rush La sociologia è lo studio dei comportamenti umani all’interno di un contesto sociale. Il termine è stato coniato da Auguste Comte, uno dei padri fondatori della disciplina insieme a Marx, Weber e Durkheim. La sociologia politica ha come unità base d’analisi la società, intesa come “raggruppamento distinto e coerente di esseri umani che vivono entro certi margini di contiguità, il cui comportamento è caratterizzato dalla condivisione di pratiche, norme e valori che lo differenziano da altri raggruppamenti con pratiche norme e valori diversi”.

  • Qualsiasi processo di comunicazione ha bisogno di un emittente che produca un messaggio e lo codifichi, facendo uscire un segnale fisico che viaggia e si propaga attraverso il canale della comunicazione. La comunicazione è quel ponte che favorisce la condivisione e crea le premesse per una vita intersoggettiva : in base ad essa si costruiscono e si sviluppano le relazioni umane. Quando questo concetto viene trasferito ai media, il significato cambia e va collocato in un contesto storico-culturale-economico. La comunicazione è prodotto e produzione di una società ma bisogna partire dalla comunicazione primaria: e la prima comunicazione avviene con noi stessi. Anche il silenzio e la riflessione sono una forma di comunicazione

  • L’io dalle esperienze di socializzazione ricava immagini di differenza e disuguaglianza che poi usa nella vita relazionale, stabilendo vicinanze e lontananze che esprimono sentimenti di appartenenza e il bisogno di salvaguardare il proprio diritto alla differenza. Nelle situazioni sociali nella relazione con l’alterità, l’interrogativo si sposta non più sulla disuguaglianza in “ che cosa” ma “per chi”, sia in esso un individuo, un gruppo o una comunità. Su tutti i fattori agiscono le rappresentazioni collettive offerte dai mezzi di comunicazione di massa, quali amplificatori di tendenze in atto e di immagini della realtà. La differenza si inserisce nei processi di costruzione della realtà. Ma l’espressione “ costruzione sociale della differenza” non può trasformarsi in una modalità di analisi che chiude il senso con tale interpretazione.

  • Comprendere le differenze comporta l’assunzione di uno sguardo ampio e attento ai fenomeni legati alla specificità dei nostri ambienti. Utilizzare una sociologia dei processi che nei contesti differenziati non coglie solo quanto acquisito dalla trasformazione programmata, ma anche i fattori che producono il cambiamento. La crescita della differenziazione ha prodotto nuove gerarchie e complicato il problema della costruzione dell’identità ed ai fini di una convivenza si è oggi costretti ad andare oltre la reciprocità intrinseca al sistema, quindi alle stesse identità di ruolo, per sostituire a queste l’identificazione persona. La sociologia ha sicuramente aiutato l’analisi della differenza sia come fattore di struttura dei contesti moderni, sia come dimensione che si lega alla percezione soggettiva della differenza e della distanza

  • LA PROSPETTIVA COMUNICATIVA NELLA SOCIOLOGIA DELLA DIFFERENZA Nella riproduzione sociale della comunicazione svolge un ruolo fondamentale la scelta dei temi che costituiscono la struttura culturale e semantica dei processi comunicativi. Il rilievo riconosciuto ai temi e la funzione di generalizzazione di senso che vien loro attribuita chiarisce che essi non siano stati creati dal nulla, ma tramandati dalla storia concettuale e ideale di un corpo sociale. Da questo punto di vista la cultura è l’insieme di produzione e riproduzione che consente alle persone di dare senso alle cose che fanno e che dicono. Dalla cultura proviene anche la possibilità di distinguere nel repertorio dei temi disponibili tra ciò che è adeguato o no.

  • Durkheim fornisce la prima spiegazione sociologica del tempo, ne riconosce la natura fattuale e afferma l’idea chiave che un calendario garantisce ordine e regolarità. La riflessione temporale percorre l’analisi sociologica da quando esce dai binari del progetto comtiano di porsi come esperienza conoscitiva totalizzante e passa con Durkheim dallo studio della società come realtà monolitica a quello delle società come forme diverse di interazione su valori condivisi Si sposta ai fenomeni di costruzione della vita soggettiva che viene vista non come un’unità globale, ma come insieme di azioni e processi che costruiscono fatti e rappresentazioni. Attraverso il paradosso dei fatti sociali fa vedere i processi creativi con cui le individualità si inseriscono nel fatto e danno vita al momento istituzionale.

  • Le tappe delle politiche di genere. Parità di trattamento. Programmi di azione per la parità. Mainstreaming. I Piani d'Azione Nazionali (PAN). L'evoluzione della SEO. La nuova programmazione 2007-2013. I limiti dell'azione europea.

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